L’Economia Sociale e Solidale (E.S.S.) è una concezione economica che antepone il benessere delle persone e dell’ambiente al mero profitto.
In questa visione rientrano tutte le entità che sono impegnate in attività economiche, sociali e ambientali al servizio dell’interesse collettivo e/o generale.
Il modello di sviluppo classico (di derivazione capitalistica) ci ha portato a vedere la crescita come un fenomeno meramente economico.
Il PIL come, di fatto, unico indicatore, non solo economico, dello sviluppo di una nazione e come unico risultato da perseguire.
L’idea sottesa è quella che la ricchezza accumulata faccia ottenere a cascata un benessere diffuso (la cosi detta teoria dello sgocciolamento) e in seguito, come conseguenza di questo benessere, il rafforzamento e l’estensione dei diritti umani.
Le eventuali storture dello sviluppo economico andrebbero poi mitigate dall’adozione di misure ridistributive che, a parere di chi scrive, stanno assumendo spesso le sembianze di carità o beneficenza pubblica.
Tuttavia la realtà ha mostrato come la visione della “ridistribuzione post-crescita” si sia dimostrata incapace di produrre risultati equi o duraturi. La riduzione della povertà ha subito una stasi allarmante e le disuguaglianze si sono cristallizzate in strutture sistemiche in praticamente tutti i paesi.
L’idea che ha iniziato a farsi strada dunque non è più mitigare i danni del mercato, ma progettare un’economia che generi dignità intrinsecamente, non come correzione a posteriori.
Per questo l’E.S.S. si fonda sui principi della cooperazione volontaria, dell’aiuto reciproco e della governance democratica. Il suo tratto distintivo è il primato delle persone e degli obiettivi sociali rispetto al capitale nella distribuzione e nell’utilizzo delle eccedenze, dei profitti e dei beni.

Sopratutto la crisi epidemica ha fatto emergere in modo drammatica l’impossibilità per il sistema classico di reggere a situazioni di crisi.
Non è un caso che dopo quegli anni ci sono stati i primi riconoscimenti internazionali.
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (O.I.L.) nel novembre 2022 ha adottato una risoluzione sul lavoro dignitoso e L’ESS
L’ ONU, riprendendo quella deliberazione, ha approvato, nell’aprile 2023, una specifica risoluzione per promuovere l’economia sociale e solidale.
In questo scenario di necessaria rottura, emerge la “Roadmap per l’eliminazione della povertà oltre la crescita“ un documento programmatico congiunto, della Global Coalition for Social Justice, task force ONU per l’economia sociale e solidale, che prevede 5 aree politiche:

1. Trasformazione dei sistemi economici, attraverso la governance democratica e la conservazione del valore a livello locale, contrastando la fuga dei capitali;
2. Promozione della qualità del lavoro e della parità di genere tramite politiche del lavoro ed economia dell’assistenza;
3. Garanzia di accesso universale alla protezione sociale e ai servizi essenziali attraverso l’innovazione sociale e l’assistenza basata sulla comunità;
4. Centralità delle tematiche climatiche, ambientali e sociali, tramite sistemi decisionali partecipativi e inclusivi;
5. Costruzione di sistemi basati sulla finanza etica, sulla trasparenza e su una gestione del debito che non sacrifichi i diritti umani.
Queste cinque aree politiche rappresentano il cuore della Roadmap, su cui basare azioni trasformative a breve, medio e lungo termine.

Gianni Fratini

Una risposta a “Cos’è l’economia sociale e solidale”

  1. […] Cos’è l’economia sociale e solidale […]

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