In Europa è stato adottato nel dicembre 2021 un Piano per l’economia sociale che è diventato pienamente operativo dal novembre 2023, con le raccomandazione del Consiglio dell’ Unione Europea contenute nel Piano di
Azione Europeo.
Secondo il report annuale di Social Economy Europe (SEE), l’economia sociale in Europa rappresenta oggi circa 4,3 milioni di imprese e organizzazioni, coinvolge oltre 11 milioni di lavoratori e mobilita modelli economici basati su partecipazione democratica, reinvestimento degli utili e impatto sociale.
Il Social Economy Europe nel 2025, oltre a intensificare il confronto con la Commissione europea, Parlamento e Stati membri, per garantire continuità al Social Economy Action Plan, ha rafforzato la collaborazione con organizzazioni internazionali come l’OCSE, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro
(O.I.L) e le Nazioni Unite, contribuendo alla diffusione globale delle politiche per l’economia sociale.
Il rapporto sottolinea come il 2025 sia stato anche un anno cruciale di transizione istituzionale dopo le elezioni europee, con l’avvio di un nuovo ciclo politico comunitario. In questo contesto, S.E.E. ha lavorato per far sì
che l’economia sociale restasse una priorità trasversale nelle nuove politiche europee.
Tra le iniziative più importanti lanciate nel corso dell’anno emerge il Manifesto “Towards an Action Plan 2.0 for the Social Economy”, promosso in vista della nuova legislatura europea.
Il documento propone una seconda fase del Piano d’Azione europeo,chiedendo:
- maggior accesso ai finanziamenti europei;
- regole sugli aiuti di Stato più favorevoli;
- appalti pubblici socialmente responsabili;
- strumenti dedicati alla transizione verde e digitale delle imprese sociali;
- maggiore riconoscimento dell’economia sociale nelle politiche industriali europee.
Secondo S.E.E, il nuovo mandato europeo rappresenta un’opportunità decisiva per passare da iniziative sperimentali a una vera strategia strutturale europea per l’economia sociale.
Il rapporto evidenzia anche il crescente protagonismo internazionale dell’Europa nel promuovere modelli economici alternativi orientati all’impatto sociale.
Particolare attenzione è stata dedicata all’attuazione della risoluzione ONU del 2023 sull’economia sociale e solidale, considerata un passaggio storico per il riconoscimento internazionale del settore.
Il rapporto sottolinea inoltre il ruolo dell’economia sociale nella lotta al cambiamento climatico, attraverso: - comunità energetiche;
- economia circolare;
- filiere locali sostenibili;
- servizi di welfare territoriale.
Una rete europea sempre più ampia
Nel corso del 2025 Social Economy Europe ha ampliato ulteriormente la propria rete associativa e le collaborazioni con organizzazioni nazionali, cooperative, mutue, fondazioni e imprese sociali in tutta Europa.
Il rapporto annuale 2025 di Social Economy Europe mostra chiaramente come l’economia sociale stia entrando in una nuova fase di maturità politica e istituzionale.
Non più solo settore legato all’inclusione sociale o al terzo settore, ma componente strategica delle politiche industriali, della transizione ecologica e della resilienza economica europea.
Le sfide restano importanti — accesso ai finanziamenti, semplificazione normativa, riconoscimento giuridico e sviluppo delle competenze — ma il 2025 sembra aver consolidato un dato ormai evidente: l’economia sociale
è sempre più al centro del futuro progetto europeo.
Gianni Fratini
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