Un vecchio. Ormai spossato e curvo,
deformato dagli anni a dagli abusi,
lentamente cammina per la via.
Pure, com’entra in casa, per celarvi
il suo sfacelo e la vecchiezza, medita
la sua presa superstite tra i giovani.

Adolescenti dicono i sui versi.
Trascorrono in quegli occhi vivi le sue visioni.
È sua l’epifania della bellezza
di che le sane, voluttuose menti,
le sode, armoniose carni fremono.

C. Kavafis

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