Ricordati di chi ti ha ferito
mentre eri già stanco di reggere il peso.
Di chi ha aggiunto rumore
quando avevi bisogno di tregua,
di chi ha scelto di colpire
sapendo dove faceva più male.
Ricordati di chi sapeva
e ha continuato lo stesso.
Non per rancore,
ma per chiarezza.
Perché ci sono dolori che non sono casuali,
gesti che non sono distratti,
assenze che non sono innocenti.
E riconoscerli
è il primo atto di rispetto
verso te stesso.
Non portarti dietro la rabbia,
ma porta con te la memoria.
Quella che ti insegna
chi non deve più camminarti accanto
quando la strada si fa difficile.
A. Bellamy






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