Le minestre quasi povere

Piove. Fa freddo. Siamo tutti in casa un po’ tristi.
Non c’è momento migliore per prepararsi una minestra! Un vero “comfort food”!
Vorrei trovare un modo per dirlo in lingua italiana, ma “cibo di conforto” suona un po’ come un pasto dato ai militari impegnati in uno scavo di trincea durante la Grande Guerra. Si potrebbe opinare che il periodo storico che stiamo vivendo sarà ricordato dalla nostra generazione come una sorta di Grande Guerra per la portata globale e – ahimè – per numero di vittime, ma per il momento facciamo un’eccezione e teniamoci l’anglicismo.
Quindi oggi vi scrivo un’altra ricetta uscita dalla fantasia della mia nonna paterna, quella delle Penne Saltate di cui ho parlato tempo fa. È una minestra molto semplice, povera, che è secondo me è stata influenzata da qualche ricetta dei cugini liguri nella sua origine, perché prevede l’uso del pesto. Sa proprio di minestra contadina, fatta con cose che si trovavano nelle case e nell’orto, e anche se la presenza del pesto la rende come stagionalità abbastanza estiva, il fatto che sia ben calda mi fa sognare di averla nel piatto proprio ora, in questo inizio di dicembre.
Si tratta della minestra di pesto e patate.
Per prima cosa, vi servono delle patate, non in gran numero: per tre o quattro persone, due patate grandi sono sufficienti. Lavatele, pelatele, fatele a pezzi grandi, e mettetele in una pentola abbastanza capiente riempita di acqua in quantità sufficiente per fare il brodo della vostra minestra.
Portatela a bollore, aggiungete un pochino di sale grosso, e fate cuocere le patate finché non saranno morbide. Nel frattempo, se volete farlo in casa, preparate un po’ di pesto, ne servono un paio di cucchiai, non di più. Potete anche comprarlo bello e pronto, se non avete tempo o voglia.
I negozi di alimentari con gastronomia ormai preparano tutti il pesto pronto, e spesso è molto buono.
Se no, mettete nel bicchiere del frullatore – si lo so che andrebbe usato il mortaio, liberissimi di
utilizzarlo: io non ne sento il bisogno – un piccolo spicchio d’aglio pelato e privato dell’anima, una
manciata di belle foglie di basilico, qualche chicco di sale grosso e una decina di pinoli. Date una prima frullata, aggiungete un paio di cucchiai di pecorino romano grattugiato, e poi olio di oliva extravergine BUONO a filo, emulsionando bene il pesto fintanto che avrà la giusta consistenza.
Arrivati a questo punto, le patate dovrebbero essere cotte. Recuperatele dalla pentola e schiacciatele bene con un passaverdura o con uno schiacciapatate, quello che avete in casa, e poi ributtatele nella pentola, e mescolate bene: dovrete ottenere una minestra appena cremosa, non troppo densa. Accendete di nuovo il fuoco sotto la pentola, e portate a bollore.
E’ il momento di mettere giù la pasta. Le mie preferite per questa minestra sono le reginette spezzettate per bene, ma potete usare fischiottini, tagliatelle spezzate, basta che sia un tipo di pasta adatta per una minestra in brodo, che deve essere raccolta col cucchiaio.
Fate cuocere la minestra, e quando è pronta, versate nella pentola il vostro paio di cucchiai di pesto, aggiustate di sale se necessario, e mescolate bene.
Col calore della minestra, si sprigionerà un trionfo di profumi! Servitela ben calda, se lo gradite con un altro filo d’olio a crudo.
Vi scalderà con poca spesa, e se anche continuerà a piovere, almeno sarete un po’ più coccolati.

Isabella Lari

foto pixabay.com/ by Lyubov Kardakova

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