Nel quadro degli articoli su forme di economia alternative rispetto a liberalismo spinto e alla finanziarizzazione dell’economia che ci hanno portato ad un impoverimento della società e alla creazione e all’arricchimento di una oligarchia mondiale che nei fatti tira le fila della politica. Abbiamo parlato del concetto di economia sociale e solidale, delle cooperative di comunità e ora vorremmo parlare dell’economia di impatto.

Nell’economia di impatto (impact economy) oltre alla ricerca del rendimento finanziario si cercano di creare effetti positivi misurabili sulla società e sull’ambiente.

Non a caso questa concezione si rifà al concetto di «economia generativa», che si contrappone a quello di «economia estrattiva». Cioè un sistema che vuol far cresce un territorio pensando al futuro contro uno che, cercando il maggior profitto, lo spreme fino ad esaurirlo.

Un concetto moderno che ha un precedente nel concetto di economia civile che si è sviluppato in Italia alla fine del XVII secolo. Una “visione” che si deve ad Antonio Genovesi che iniziò a insegnare “Economia civile” alla Università di Napoli Federico II dopo il 1750. Genovesi credeva in un sistema che non persegue il bene totale, somma aritmetica della sola crescita, ma il bene comune, cioè uno sviluppo più integrale, composto di crescita, relazioni e la dimensione spirituale, culturale e religiosa

L’economia di impatto tende a trasformare le imprese in soggetti “generativi”, capaci di rispondere alle sfide della transizione ecologica e della coesione sociale. Nella presa delle decisioni e nella gestione allora oltre che rischio e rendimento si prende in considerazione la dimensione dell’impatto (sociale, ambientale e di genere).

Per parlare allora di economia dell’impatto occorre che ci sia la precisa volontà di creare impatto sociale da parte dell’impresa. Questa volontà deve essere dichiarata nel piano industriale di una società. Occorre poi che sia misurabile. Ovvero è opportuno un monitoraggio per valutare i vantaggi economici dell’impatto e infine deve creare innovazione sociale in un ambito che ne ha necessità.

Proviamo a fare un esempio

Diciamo che un’azienda deve ampliare la sua struttura. Potrebbe decidere di costruire il nuovo con tecniche non inquinanti e magari con intonaci che assorbono c02 e implementare sistemi di produzione di energia fotovoltaica; nell’ampliamento viene inserito un asilo nido per i dipendenti che si apre alla comunità. Infine che nella policy di assunzione dichiarare che il 70 per cento dei nuovi assunti siano donne disoccupate di cui una parte significativa di lunga durata.

In questo caso si ha un impatto positivo e misurabile ambientale rispetto all’energia e alla diminuzione di C02

Si ha un impatto sociale che riguarda la creazione di un asilo nido dove c’è carenza e si ha un impatto sul reequilibrio di genere per quanto riguarda l’aumento di occupazione femminile

Si ha un impatto economico dovuto

  1. agli stipendi pagati.

2) La somma delle tasse pagate dai nuovi assunti e la diminuzione degli eventuali aiuti percepiti dalle persone disoccupate che danno un beneficio fiscale che si può redistribuire sulla societàg

Per saperne di più torino social impact
Economy of Francesco

Gianni Fratini

Lascia un commento

Trending