ESS rappresenta una parte significativa dell’economia francese, contribuendo per il 10% al PIL e per il 13,7% all’occupazione nel settore privato, per un totale di 2,6 milioni di posti di lavoro e 220.000 imprese (Liberation forum economie sociale e solidaire novembre 2025)
Numerosi i settori in cui i soggetti di E.S.S. sono protagonisti: dai progetti per la vecchiaia e per la prima infanzia ai progetti per l’abitazione (con esperienze sia di livello nazionale che di livello locale), dai progetti per la salute a quelli per la produzione energetica, dai progetti in agricoltura a quelli che si occupano di
integrazione e “convivenza”.
Non c’è campo di occupazione che non presenta esperienze di E.S.S., anche negozi o attività culturali come negozi alimentari di comunità o teatri che lavorano con le donazioni e le offerte senza biglietti, addirittura c’è un salone di bellezza progettato e gestito con questi criteri.
I Capisaldi del sistema francese

La Finanza Solidale
Per l’ampiezza, in termini economici e di tipologia, dell’ E.S.S. si è sviluppato un interessante mercato finanziario solidale. Certo in termini assoluti rappresenta una piccolissima quantità (lo 0,46 per cento anche se costantemente con tendenza in crescita) ma in termini di massa monetaria è una quota tutt’altro che trascurabile. Nel 2024, secondo il barometro Fair-La Croix, il risparmio solidale ha raggiunto i 29,4 miliardi di euro in termini di saldi attivi, con un incremento di circa il 7% rispetto all’anno precedente. Tra i vari canali di risparmio solidale ne spiccano due: i piani di risparmio solidale dei dipendenti, che rappresentano oltre la metà del saldo totale (16,3 miliardi di euro a fine 2024), e il risparmio solidale bancario (in particolare i conti di risparmio solidale, ecc.), che ha raggiunto gli 11,9 miliardi di euro.
Questa crescita è trainata da:
– un quadro normativo favorevole, da quasi vent’anni, gli investitori individuali che investono in imprese socialmente responsabili possono beneficiare di una riduzione fiscale del 25%.
-una maggiore consapevolezza del ruolo che il denaro dei cittadini può svolgere. Non è un caso se, oltre al proliferare di prodotti di investimento socialmente responabili, quasi tutte le banche e tutte le compagnie assicurative ne hanno almeno uno, sta prendendo pian piano piede l’azionariato socialmente responsabile. Invece di prestare denaro a progetti sociali e solidali, si diventa azionisti diretti di imprese sociali o cooperative. Acquisendo quote del loro capitale, gli azionisti cittadini ne sostengono lo sviluppo e partecipano al processo decisionale. Grazie a questo modello, le imprese sociali, le cooperative agricole e le organizzazioni culturali possono sopravvivere. Senza di esso avrebbero difficoltà, quando non impossibilità, ad accedere ai finanziamenti tradizionali. Nell’azionariato socialmente responsabile, gli azionisti hanno accesso alla redditività a lungo termine e a un significativo impatto sociale, con gli interessi pagati come ricompensa. La responsabile degli affari pubblici di FAIR (una associazione fra diversi soggetti della finanza ad impatto sociale in franxia.https://www.finance-fair.org/), Julia Robin, in una intervista sottolinea come, grazie agli incentivi fiscali, sia possibile, in Francia, ottenere un rendimento del 5% in cinque anni. Come dire il finanziamento solidale è davvero una “buona azione”, consente ai cittadini di allineare i propri valori e i propri risparmi, senza rinunciare a una forma di redditività
– La certificazione ESUS (Entreprise Solidaire d’Utilità Sociale)
Si tratta di un riconoscimento ufficiale rilasciato dallo Stato francese alle imprese che operano nell’ambito dell’Economia Sociale e Solidale (ESS).
Con questa certificazione si identificano le aziende che mettono l’utilità sociale o ecologica davanti al profitto.

Quali i requisiti principali per l’ottenimento della certificazione:

Perseguire uno scopo sociale (es. sostegno a persone fragili, lotta all’esclusione).
Avere una politica salariale equa: lo stipendio più alto non può superare di molto quello più basso
(solitamente un massimo di 10 volte il salario minimo) nota1 (il salario minimo è 12,02 euro lordi ora calcolati
su una settimana di 35 ore per un salari mese lordo 1823 euro mese .
◦ Reinvestire la maggior parte dei profitti nell’attività.

Vantaggi: Le aziende con il marchio ESUS possono accedere a finanziamenti agevolati e incentivi fiscali per gli investitori.
Quali tipologie di imprese rientrano nella categoria “economia sociale e solidale”?
L’elenco delle imprese appartenenti alla categoria “economia sociale e solidale per diritto” è definito nella
sezione II dell’articolo 11 della legge n. 2014-856 del 31 luglio 2014 relativa all’economia sociale e solidale:
1.Imprese di integrazione
2.Imprese di integrazione lavorativa temporanea
3.Associazioni intermedie
4.Laboratori e luoghi di lavoro di integrazione
5.Organizzazioni di integrazione sociale ai sensi dell’articolo L. 121-2 del Codice francese dell’azione sociale e della famiglia
6.Servizi di assistenza all’infanzia
7.Centri di accoglienza e reintegrazione sociale
8.Organizzazioni di gestione di quartiere
9.Imprese adattate
10.Centri di distribuzione del lavoro a domicilio
11.Istituti e servizi di assistenza al lavoro
12.Organizzazioni approvate menzionate nell’articolo L. 365-1 del Codice francese dell’edilizia e dell’edilizia abitativa
13.Associazioni e fondazioni riconosciute come di pubblica utilità e considerate perseguendo uno scopo sociale
14.Organizzazioni approvate menzionate nell’articolo L. 265-1 del Codice dell’azione sociale e della famiglia
15.Gli istituti e i servizi di accompagnamento e accoglienza di bambini e adulti disabili menzionati ai punti 2° e 3° e 7° di I dell’articolo L. 312-1 dello stesso codice.

G, Fratini

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