La torta di pane

Quando si pensa alle torte e alla pasticceria in generale, si pensa spesso a qualcosa di complicato, dove gli
ingredienti devono essere dosati alla perfezione, non un grammo di più, non uno di meno, i procedimenti
perfettamente strutturati e le attrezzature rigorosamente quelle corrette, altamente professionali e ahimè spesso molto costose. Senza contare nozioni di chimica, fisica, biologia e perfino ingegneria: se avete mai provato a sfornare la famigerata chiffon cake o a infilzare e capovolgere i panettoni per farli raffreddare avete un’idea precisa di quello a cui mi riferisco.
Complici gli chef e i pasticceri televisivi – non me ne vogliano, si tratta comunque di figure di altissima
professionalità e vanto della gastronomia italiana – si è perso un po’ di vista quello che è il dolce di famiglia, quello che al sabato profuma le cucine senza che sia necessario preparare quattro creme di diverse consistenze e un abbattitore per tenere insieme il tutto. Il dolce che si gonfia tantissimo e fa le crepe in superficie e non ha una glassatura a specchio così lucida che posso vedermici riflessa.

Quindi, nella mia volontà di recuperare anche una cucina semplice e alla portata di tutti, oggi vi racconto un
dolce buonissimo, perfetto per il pranzo della domenica o per una merenda gustosa, che ha anche l’indubbio pregio di permetterci di utilizzare il pane raffermo senza buttarlo via. Riutilizzare gli avanzi e non sprecare cibo, prima di tutto comprandone meno e poi evitando di buttare via cose ancora buone e “cucinabili” dovrebbe essere un punto fermo in ogni cucina di famiglia, e non solo perché di questi tempi dobbiamo anche fare attenzione alle nostre finanze.
Dunque, mettiamoci all’opera con la nostra torta di pane. Prendete 300 grammi di pane raffermo – il tipo è del tutto indifferente, quello che avete – tagliatelo a pezzi e mettetelo in una ciotola con mezzo litro di latte caldo e 100 grammi di zucchero. Il latte si dovrà assorbire tutto. Nel frattempo, ammollate 150 o 200 grammi di uvetta in acqua e rum, oppure anche solo acqua se il dolce verrà mangiato dai bambini o persone che non amano il liquore.
Quando il pane sarà ben ammollato, schiacciatelo con una forchetta – o frullatelo se vi è più comodo – e
mettetelo in una ciotola con la buccia grattugiata di un limone, i semi di una bacca di vaniglia,100 grammi di burro fuso, due uova intere, l’uvetta ammollata e ben strizzata e per finire un pizzico di sale. Mettetelo un
pizzico di sale nei dolci, esalterà il gusto del burro e darà una bella spinta a ogni sapore.
Mescolate per bene facendo amalgamare gli ingredienti con cura. Preriscaldate il forno a 200°.
Preparate una teglia di circa 24 cm di diametro foderandola con della carta da forno, e versateci dentro
l’impasto. Infornate e cuocete per circa un’ora, dovrà essere dorata in superficie.

La torta si presta ovviamente a delle varianti: ad esempio, se vi piacciono, potete aggiungere dei canditi,
oppure dei pinoli o delle noci tritate, o sostituire l’uvetta con 100 grammi di cioccolato fondente fuso a
bagnomaria. Oppure quello che vi piace e vi sembra che possa starci bene, e avete in casa: in fin dei conti è una torta casalinga, saremo liberi di metterci dentro quello che vogliamo, o no?

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