Coltivare un’emozione

L’agricoltura è indispensabile per il nostro sostentamento, per la nostra alimentazione. Ma sarebbe sbagliato ridurre l’attività agricola ( se pur imprescindibile per la nostra vita) solo a questo aspetto.

L’agricoltura è anche cultura, difesa del teritorio, costruzione del paesaggio, difesa delle tradizioni è anche una emozione.

E coltivatori di emozioni si chiama la prima social farming italiana.

Una piattaforma internet (www.coltivatoridiemozioni.it) tutta italiana che consente di ricevere a distanza i prodotti tipici della nostra terra, sostenendo gli agricoltori e quindi territorio e l’ambiente dove operano.

L’iniziativa è partita nel 2016 grazie a Paolo Galloso, responsabile Centro Studi Federazione ANIMA e nel 2018 ha vinto il Green Pride ( un premio Istituito nel 2011 per valorizzare le best practice di green economy in Italia)

Con questo progetto si favorisce la nascita di nuovi cicli di produzione in grado di perseguire più obiettivi: dare vita a prodotti genuini nel rispetto delle tradizioni e della natura, sostenere le microeconomie locali, creare opportunità di lavoro per i giovani, i disoccupati e gli emarginati. L’Italia ha gran numero di terreni, ben 3 milioni e mezzo di ettari, inutilizzati e l’ambizione del progetto è favorire la rinascita di molti di questi terreni rispettando l’ ambiente e la pratica della condivisione.

Un progetto possibile grazie alla pratica della digital farm.

Attraverso il sito http://www.coltivatoridiemozioni.com è possibile, anche per chi vive in città, aiutare lo sviluppo delle coltivazione, seguirne l’andamento stagionale e infine ricevere a casa ciò che la terra produce. Tutto questo attraverso una adozione che si sostanzia in donazione di ore lavoro.

Le tipologie di adozione sono tre:

l’adozione semplice, detta semina, in cui in cui si dona 1 ora di lavoro (25euro) e in cambio si ha; il il Certificato di Adozione virtuale come sostenitore del Made in Italy, la news letter mensile con le informazioni e i progressi dell’azienda, una pianta con il proprio nome.

L’opzione “raccogli e degusta ” che comporta la donazione di due ore lavoro e permette di ricevere, oltre a tutto il resto, anche un assaggio del prodotto.

L’opzione “tramanda e assapora” con la quale si dona tre ore e si ha anche una serie di prodotti in degustazione.

Ma si può aderire al progetto non solo come privato consumatore o amante dell’ambiente. Anche le aziende possono portare il proprio aiuto offrendo ai propri clienti prodotti di qualità e, contemporaneamente, rafforzando la propria responsabilità sociale.

Il progetto infatti offre diverse soluzioni di green marketing. Così le aziende possono scegliere la coltivazione, il territorio e i prodotti più in linea con la propria mission.

Sopratutto interessante l’uso che ne possono fare le amministrazioni pubbliche, le istituzioni e le associazioni per azioni di riqualificazione e recupero delle aree rurali abbandonate e di valorizzazione del territorio.

Non a caso ad oggi, patrocinano l’iniziativa: Regione Puglia, Comune di Novoli, GAL Valle della Cupa, Fondazione Emmanuel (Centro temporanea permanenza richiedenti protezione internazionale), Stati generali dell’innovazione, Comunità Montana Oltrepò Pavese e Gal Etna Sud.

foto Pezibear Pixabay

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