Ci sono luoghi che, nel corso del tempo, diventano molto più di un semplice spazio di incontro. È il caso del Covo Club di Bologna, storico punto di riferimento della scena punk e rock italiana, la cui storia attraversa quarantacinque anni di musica, trasformazioni sociali e
resistenza.
Una vicenda che Cinelicious, giovane casa di produzione indipendente
bolognese, ha deciso di raccontare attraverso il suo primo lungometraggio documentario, attualmente alla ricerca di un sostegno per completare il percorso produttivo.
Il racconto prende le mosse dalla Bologna del 1980, una città attraversata da tensioni politiche, violenze e profonde contraddizioni. In questo contesto, due ragazzi di periferia,
Yanez e Dedu, decidono di occupare un edificio abbandonato in una zona segnata dallo spaccio di eroina. Il loro obiettivo è creare un rock club capace di offrire un’alternativa alla diffusione della droga e restituire ai giovani uno spazio di incontro.
Nasce così il Covo, un luogo in cui la musica diventa uno strumento di aggregazione e di opposizione a un contesto difficile. La sua storia non è priva di ostacoli: minacce, risse e difficoltà economiche accompagnano un percorso che, nonostante tutto, porterà il club a diventare uno dei principali riferimenti della scena musicale italiana. Nel corso degli anni, il palco del Covo ospiterà artisti come Afterhours, Subsonica e Cesare Cremonini, oltre a numerosi nomi internazionali.
Ma dietro la storia di un locale musicale si nasconde anche quella di un’intera generazione. Il documentario si confronta con gli anni della Guerra Fredda, con la diffusione dell’eroina e con le ferite di una stagione che ha segnato profondamente il tessuto sociale italiano. Un periodo complesso, in cui la possibilità di costruire comunità attraverso la musica rappresentava anche una forma di resistenza.
A dare forma al progetto è Cinelicious, casa di produzione indipendente fondata nel 2023 da Claudia Mastroroberto, regista, e Alice Solinas, produttrice. Il loro incontro è avvenuto proprio tra le mura del Covo, dando origine a un percorso che intreccia cinema indipendente, ricerca artistica e attenzione al lavoro femminile. Al progetto si è aggiunta
Marcella Gasche, forte di una lunga esperienza internazionale nel documentario.
Oggi il film si trova nella fase di montaggio e post-produzione. Dopo una prima campagna di crowdfunding dedicata alla pre-produzione, la produzione si rivolge nuovamente alla propria comunità per raccogliere le risorse necessarie a completare il lavoro.
Sostenere “Il Covo” significa contribuire alla realizzazione di un documentario che guarda al passato senza perdere di vista il presente. Perché raccontare la storia di un luogo che ha resistito per quarantacinque anni significa anche interrogarsi sul valore degli spazi culturali indipendenti, sulla necessità di preservarli e sulla possibilità di costruire, attraverso la condivisione, alternative concrete a un futuro che sembra sempre più incerto.
Ecco il link di Produzioni dal Basso per sostenere il progetto:
https://www.produzionidalbasso.com/project/il-covo/






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