Ora che si è conclusa la nostra pausa estiva, vi diamo il bentornato nello spazio del sabato in cui su Sanza Meta parliamo di interessanti progetti indipendenti in cerca di finanziamento.
Oggi vogliamo portare alla vostra attenzione “Non so se il riso o la pietà prevale”, un progetto teatrale nato all’interno de Il Pesce d’Oro, realtà fondata nel 2016 come spazio di ricerca e sperimentazione sull’essere umano e sul linguaggio scenico. Alla regia troviamo Samanta Cinquini Mia, che ha raccolto la richiesta dell’attrice e danzatrice Simona Zanini di portare in scena il suo “Diario Blu”, dando così vita a un lavoro al quale il gruppo lavora ormai da tre anni.
“Non so se il riso o la pietà prevale” nasce infatti da un’esperienza profondamente umana e si sviluppa attorno a quella che viene definita come una “chiamata che non si vorrebbe mai ricevere”. La morte, la rabbia, la resistenza, la memoria e la vita diventano così i temi di un attraversamento visivo che non cerca tanto di fornire risposte, quanto di mettere lo spettatore di fronte a qualcosa che appartiene, in forme diverse, all’esperienza di tutti noi.
Una delle particolarità del progetto risiede inoltre nella natura stessa del gruppo che lo porta avanti. Ad eccezione di Simona Zanini, infatti, i partecipanti non sono professionisti dello spettacolo: sono performer, artisti e studenti d’arte, ma anche OSS, interior designer, addetti alle pulizie e persone provenienti da percorsi completamente differenti. È proprio questa dimensione non convenzionale a costituire una parte fondamentale della ricerca de Il Pesce
d’Oro, che costruisce il proprio linguaggio a partire dall’umano e non da codici accademici prestabiliti.
Anche gli elementi che compongono lo spettacolo nascono direttamente dal lavoro del gruppo. Costumi, maschere ed elementi scenici vengono realizzati internamente, così come una particolare ricerca sulla luce, che diventa parte integrante della performance e viene movimentata direttamente dai performer. Un processo artigianale e collettivo nel quale ogni elemento dello spettacolo prende forma dalle competenze e dalla ricerca delle persone che lo stanno costruendo.
Il progetto si trova ora in un momento decisivo: dopo tre anni di lavoro, Il Pesce d’Oro ha bisogno di sostenere i costi necessari per portare l’opera alla sua forma definitiva, acquistando materiali, realizzando costumi e dotandosi delle attrezzature tecniche e delle luci necessarie alla messa in scena.
Sostenere “Non so se il riso o la pietà prevale” significa quindi contribuire alla realizzazione di uno spettacolo, ma anche a un modo di intendere la creazione artistica come processo collettivo, nel quale le competenze e le esperienze personali diventano parte integrante dell’opera. La campagna prevede diverse ricompense, dalla presenza del proprio nome nei crediti fino a stampe artistiche, biglietti per lo spettacolo, laboratori e workshop immersivi.
Ogni contributo può quindi aiutare Il Pesce d’Oro a completare un percorso iniziato ormai tre anni fa e a dare forma definitiva a un progetto costruito lontano dai percorsi produttivi più convenzionali. È possibile sostenere “Non so se il riso o la pietà prevale” attraverso la scheda del progetto su Produzioni Dal Basso, che vi lasciamo in coda all’articolo.
https://www.produzionidalbasso.com/project/non-so-se-il-riso-o-la-pieta-prevale-regia-di-samanta-cinquini-mia-e-il-pesce-d-oro/
per saperne di più https://ilpescedoro.it/





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