La regione del Sahel comprende una vasta fascia di territorio che attraversa la parte settentrionale del continente africano dal deserto del Sahara alle grandi foreste pluviali dell’Africa equatoriale.
I paesi di quest’area: Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Sudan, con l’ eccezione del Sudan, che fu colonia inglese, furono colonie francesi. Con la disgregazione dell’Impero Coloniale Francese, nel 1960, le ex colonie raggiunsero l’indipendenza ma, sin dall’inizio, i nuovi stati non riuscirono mai a liberarsi dalla tutela “neocoloniale” di Parigi. Intanto i loro confini ricalcavano i confini amministrativi creati artificialmente dalla Francia per le sue colonie e non rispettavano storia e geografia dei luoghi. In secondo luogo l La Francia è intervenuta militarmente ogni volta che i suoi interessi fossero in pericolo. Terzo la promozione della lingua francese tra le élite e le popolazioni locali e infine l’imposizione di una una moneta (il Franco CFA) ancorato al Franco Francese prima e all’Euro dopo.
L’ultima operazione militare portata a termine dallo stato francese nell’area saheliana è stata l’Operazione Barkhane, durata dal 1 agosto del 2014 al 9 novembre 2022, e avente come scopo il contenimento della minaccia jihadista, in particolare quella legata all’ISIS e alla branca di al-Qaida nel Maghreb.
Tutte le attività Francesi, come la creazione del cosiddetto “G5 du Sahel”, un gruppo di coordinamento composto da: Mauretania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad , che si impegnava a coordinarsi con Parigi per le attività antiterroristiche, anziché stabilizzare hanno indebolito sempre più gli stati centrali.
Infatti dal 2021 una serie di colpi di stato ha cambiato gli equilibri geopolitici nell’area. Da prima il Mali, nel maggio 2021, con la presa del potere di una giunta militare
Poi, settembre 2022, nel Burkina Faso i militari hanno deposto il presidente, Paul-Henri Sandaogo Damiba, e portato al potere il capitano Ibrahim Traoré. Infine in Niger, luglio 2023, un ultimo pronunciamento militare ha portato alla presa di potere di un consiglio militare.
I nuovi governanti del Sahel hanno adottato da subito una posizione sovranista fortemente critica delle ingerenze attribuite a Francia, Unione europea, Onu. Le giunte saheliane, in cerca di partenariati alternativi, si sono quindi rivolte a Mosca che ha contribuito a creare la cosi detta “Confederazione degli Stati del Sahel”, che si oppone anche alle ambizioni egemoniche della vicina Nigeria e che tende a sostituire il rapporto con Francia ed Europa indirizzandosi oltre verso ì BRICS ( Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)