La mia vita in Russia/1 la Lenina

Entrare nella Biblioteca Statale “Lenina” è come attraversare un confine tra due dimensioni: fuori c’è
la Mosca d’affari che corre, dentro un mondo sospeso, antico, quasi magico. L’architettura
monumentale, le colonne imponenti, le scale che sembrano condurre a piani segreti. Eppure, questo
luogo non è fantasia: è una delle biblioteche più grandi del mondo, un organismo vivo che custodisce
la memoria culturale della Russia, custode di un sapere che sembra riservato a pochi eletti.


Un ingresso che sembra un incantesimo
Il presidio militare all’ingresso non toglie poesia al luogo: la amplifica.
Ricorda che la conoscenza, qui, è considerata un bene da proteggere.
Superato il controllo, si entra in un silenzio che non è solo regola, ma atmosfera.
Un silenzio che avvolge, che invita a rallentare, a osservare.


La tessera: un passaporto per un altro mondo
Per ottenere la tessera basta presentare il passaporto e compilare un modulo digitale alle apposite
macchinette. In pochi minuti si riceve un piccolo badge plastificato che apre le porte a 36 sale lettura e
a un patrimonio sterminato. Non è un rito fine a se stesso, ma un gesto che pare rivestirti di una
responsabilità concreta.

Storia della Biblioteca: dalle collezioni dei nobili all’impero dei libri
Le informazioni storiche raccolte mostrano un percorso affascinante e complesso:
1862 – Le origini aristocratiche
La biblioteca nasce come Biblioteca del Museo Pubblico di Mosca e del Museo Rumyantsev, fondata
sulle collezioni del conte Nikolaj Rumyancev, statista e mecenate.
La sua raccolta di manoscritti, mappe e libri rari diventa il nucleo originario dell’istituzione.
Dopo il 1917 – La rivoluzione e la trasformazione
Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, la biblioteca viene riorganizzata sotto la guida di Lenin, che aveva
studiato i sistemi bibliotecari europei.
Le collezioni si ampliano grazie alla nazionalizzazione delle biblioteche private e all’arrivo di
materiali confiscati.
1924-1925 – La nascita della “Leninka”*
Nel 1924 prende il nome di Biblioteca Lenin e nel 1925 diventa ufficialmente la Biblioteca Statale
dell’URSS V. I. Lenin.
Da quel momento riceve una copia obbligatoria di ogni pubblicazione stampata nel Paese.
1992 – Il ritorno al nome storico
Dopo la dissoluzione dell’URSS, la biblioteca assume il nome attuale: Biblioteca Statale Russa.
Oggi – Un colosso della conoscenza

  • Oltre 47 milioni di documenti conservati
  • Più di 800.000 visitatori l’anno
  • 36 sale lettura
  • Collezioni in oltre 240 lingue
  • Una delle prime quattro biblioteche più grandi del mondo
  • Le sale studio: lampade verdi e silenzi che brillano
    Le sale studio sono immense, luminose, severe nella loro eleganza.
    Tavoli di legno, lampade verdi, soffitti altissimi: un’estetica elegante ma al tempo stesso austera.
    Silenzio ed educazione non sono imposti: sono naturali.
    Studenti da tutto il mondo studiano con una concentrazione quasi ascetica.
  • La sala fumatori: il cuore sociale che non c’è più
    Un tempo esisteva una sala fumatori che era molto più di un luogo di pausa:
    era il centro sociale della biblioteca.
    Qui si facevano conoscenze, si discuteva, nascevano amori, si intrecciavano amicizie e storie.
    Oggi è chiusa, ma sopravvive nei racconti di chi l’ha vissuta ed è possibile rivederla anche nel film del 1979 “Mosca non crede alle lacrime”.
  • Perché la Leninka è un luogo unico
    La Biblioteca Statale “Lenina” non è solo un edificio: è un organismo stratificato, un archivio vivente della storia russa.
    È un luogo dove la cultura è trattata come qualcosa di serio, quasi sacro.
    Un posto che ti ricorda che leggere può essere un atto solenne, che il silenzio può essere potente, che le biblioteche possono ancora sembrare castelli magici.
    Uscendo, dopo ore tra lampade verdi e scaffali infiniti, Mosca sembra diversa.
    Forse perché, per un po’, hai abitato un’altra dimensione.

*il termine si riferisce al modi più popolare in cui è chiamata la biblioteca

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