L’antologia di Spoon River

L’antologia di Spoon River, ristampata da Mondadori nel 2016, è un libro di poesie che raccoglie una serie di epitaffi che il poeta americano Edgar Lee Masters pubblicò sul “Mirror” di St. Louis tra il 1914 e il 1915.Masters si proponeva di descrivere la vita umana raccontando le vicende di un microcosmo, il paesino di Spoon River.Ogni componimento infatti, era il riassunto dell’esistenza di un personaggio.

Ci sono 19 storie che coinvolgono un totale di 244 persone le cui attività coprono praticamente tutte le categorie e i mestieri. In realtà si ispirò a uomini e donne veramente esistiti nei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield. Infatti molti, che erano ancora vivi, si sentirono offesi nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate. Il bello dei personaggi di Edgar Lee Masters, infatti, è che essendo morti non hanno più niente da perdere e quindi possono raccontare la loro vita in assoluta sincerità.

La storia della pubblicazione in Italia dell’Antologia di Spoon River è abbastanza particolare. Durante il ventennio fascista la letteratura americana era ovviamente osteggiata dal regime, in particolare se esprimeva idee libertarie come nel caso di Edgar Lee Masters. La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. Fernanda Pivano, la cui traduzione dell’opera viene proposta ancora oggi, racconta: «Ero una ragazzina quando vidi per la prima volta l’Antologia di Spoon River: me l’aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c’è tra la lettura americana e quella inglese». I primi libri americani che Pavese portò alla Pivano, lei li guardò «con grande sospetto». Ma con l’Antologia di Spoon River fu un colpo di fulmine: «l’aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì. “Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti». Per un’adolescente cresciuta in un’epoca dominata dall'”epicità a tutti i costi” i versi di Masters e la loro “scarna semplicità” furono una rivelazione. Quasi per conoscere meglio i personaggi, Fernanda iniziò a tradurre in italiano le poesie, naturalmente senza dirlo a Pavese: temeva che la prendesse in giro. Ma un giorno Pavese scoprì in un cassetto il manoscritto e convinse Einaudi a pubblicarlo. Incredibilmente riuscì a evitare la censura del ministero della cultura popolare cambiando il titolo in «Antologia di S.River» e spacciandolo per una raccolta di pensieri di un quanto mai improbabile San River.

E. Marracci

Ringraziamo la coop All Service per il sostegno al progetto

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